30 Gennaio 2026 Il Tipografo

Romain du roi:

il carattere dei re

Qui a Il Tipografo, tra il profumo dell’inchiostro e il suono dei macchinari nella nostra officina di Riva presso Chieri, amiamo pensare che ogni lettera abbia un’anima.

Già conosci il progetto #IlTipoSTORIA, ma inauguriamo oggi il primo appuntamento (dopo la puntata 0) di Storie di Carattere, la nostra nuova rubrica dedicata ai font che hanno fatto la storia. E per farlo, non potevamo che partire “dall’alto”. Molto in alto. Andiamo nella Francia del XVII secolo, alla corte di Luigi XIV, il Re Sole.

Tutto inizia nel...

1640, quando il Cardinale Richelieu fonda l’Imprimerie Royale (la stamperia reale).

Ma è nel 1692 che accade la vera rivoluzione. Luigi XIV non voleva solo che i suoi decreti fossero letti: voleva che fossero bellissimi e, soprattutto, unici. La scrittura doveva diventare l’ennesima dimostrazione del suo potere assoluto.

Così, il Re formò una commissione di esperti per progettare un nuovo carattere “scientifico”. A capo del team? Non un artista, ma un matematico: Nicolas Jaugeon.

La perfezione in una griglia: nasce il Romano del Re

Immagina la scena: per la prima volta nella storia, un carattere non veniva disegnato a mano libera seguendo il movimento della penna (la calligrafia). Veniva costruito con riga e compasso.

Il Romain du Roi (Romano del Re) fu progettato su una griglia rigorosa di 48×48 quadratini. Ecco cosa lo rendeva speciale:

  • Contrasti netti: le linee verticali erano molto spesse, quelle orizzontali sottilissime. Un gioco di specchi elegantissimo.
  • Grazie orizzontali: le “grazie” (quei piccoli tratti alle estremità delle lettere) divennero piatte e precise.

  • Un vero sistema: le lettere non erano più elementi isolati, ma parte di un sistema coordinato.

L’uomo che ebbe l’arduo compito di incidere queste meraviglie nel metallo fu Philippe Grandjean, che trasformò i calcoli matematici in pura arte tipografica.

Una curiosità ``fuorilegge`` 🕵️‍♂️

Sai qual è la cosa divertente? Il Romain du Roi era un’esclusiva reale. C’era un divieto severissimo di riproduzione: solo la stamperia del Re poteva usarlo.

Ma i tipografi dell’epoca, proprio come noi, erano persone creative e un po’ ribelli. Affascinati da tanta bellezza, iniziarono a “copiarlo” quasi subito, introducendo piccole modifiche qua e là per evitare di finire nelle prigioni del Re. È grazie a questi piccoli “hacker” del passato se quel gusto estetico si è diffuso, diventando l’antenato dei caratteri moderni che usiamo ancora oggi.

Ti è piaciuta questa prima tappa?

La prossima volta parleremo di un carattere che potresti avere proprio ora sotto gli occhi… o quasi! Al prossimo appuntamento con #IlTipoSTORIA 🏺.

SEGUICI

Per rimanere sempre aggiornato sulle novità del mondo Il Tipografo

, , , , ,

PREVENTIVI

Hai bisogno di un preventivo? Richiedilo subito! Ti risponderemo entro 12 ore.